TEST DI VERIFICA

TEST DI VERIFICA nei commenti...
Abbiate pazienza, l'avevo tolto, come in tanti mi avevate richiesto, per facilitare la pubblicazione dei commenti da parte vostra, ma ho dovuto rimetterlo perchè da quel momento han ripreso ad arrivarmi un saaaaacco di commenti-spam... e non ne posso più di star lì a cancellarli... :(((
Spero sarete comprensivi e che vorrete lo stesso continuare a seguirmi... VVB! =(^.^)=

domenica 22 gennaio 2017

CROSTATA DI RICOTTA E MORE SELVATICHE

Ho beccato questa torta nel programma che passano su Sky Gambero Rosso "La Cucina delle Ragazze", ma l'ho visto di svista se così posso dire, perchè stavamo chiacchierando io e mammina e quando si chiacchiera tra donne (mamma e figlia poi...) è normale che tutto il resto stia sullo sfondo! :D

Così diciamo che m'è rimasta nel subconscio l'ideuzza (e ricordo che loro hanno usato le visciole sciroppate), che poi ho rifatto a modo mio non avendo idea nè delle dosi nè dei tempi e perciò ecco la mia...

CROSTATA DI RICOTTA E 
MORE SELVATICHE

Per la pasta frolla:
500 g farina "00"
200 g di burro morbido
250 g di zucchero semolato
110 g di uova intere (circa 2 uova)

Queste sono le dosi per la cosiddetta "frolla povera", imparata al Corso di Pasticceria di Base delle mie Amichette Donatella e Silvia de La Fabrica del Gusto

Per il ripieno:
500 g di ricotta (io Vallelata)
50 g di zucchero a velo setacciato
1 vasetto piccolo (125 g) di more sciroppate

Premetto che ho usato le mie more sciroppate, ovvero quelle che ho fatto l'estate scorsa (agosto 2016) dopo averle raccolte insieme al Compare e ai miei genitori e quindi per noi hanno un sapore del tutto speciale e diverso da quelle che si possono trovare in commercio (si trovano?!).
Ad ogni modo, se non si trovano, si possono credo utilizzare anche quelle fresche, facendole prima pre-cuocere qualche minuto in uno sciroppo di acqua e zucchero e lasciandole riposare nel liquido di cottura qualche ora prima dell'uso.

Scolare le more dal loro liquido e tenere entrambi da parte.

Versare la ricotta in un colino e lasciarla scolare una mezz'oretta dall'eventuale liquido presente nella confezione (io uso la Vallelata e di solito ha poco o niente liquido, ma lo faccio comunque come passaggio).
Quindi passarla al setaccio e mescolarla bene con una spatola aggiungendo lo zucchero a velo setacciandovelo direttamente sopra e tenere da parte.

Accendere e portare il forno a 180°

In planetaria, montando il gancio a foglia, versare la farina setacciata e lo zucchero, quindi unire il burro fatto a tocchetti piccoli e azionare a velocità prima lenta (perchè non "voli" via la farina) quindi aumentare un pochino e lasciare andare fino a che avrà la consistenza della sabbia (frolla sabbiata).
A questo punto aggiungere le uova, precedentemente sbattute a parte con una forchetta per amalgamare tuorli e albume, un pizzico di sale e azionare fino a che l'impasto sarà tutto sbricioloso.

Imburrare la teglia da crostata e versarvi dentro i 2/3 della frolla sbriciolosa, premendo bene con le mani perchè aderisca al fondo e alle pareti.

Versarci dentro la crema di ricotta e zucchero a velo, livellare con una spatola e cospargere con le more sciroppate già ben scolate.

Irrorare col loro sciroppo, un paio di cucchiai, non di più.... non fate il mio errore da ingorda, che ne ho messo troppo.... :P***

Coprire col rimanente impasto lasciandolo così, bello grezzo e infornare.

Cuocere per circa 40 minuti abbassando il forno a 160° e posizionando la crostata sulla griglia, nella parte più bassa del forno.

Quando la superficie sarà bella dorata, estrarre e lasciare raffreddare bene su una gratella.

Una volta fredda, spolverare di abbondante zucchero a velo e servire!

Allora DUE NOTE IMPORTANTISSIME (almeno per me....):

La torta in sè è una vera bontà, perchè nonostante lo zucchero a velo e le more, la farcia non è dolcissima e quindi mitiga la dolcezza della frolla però... essì... ho fatto un paio di cappelle....
Una l'ho già scritta sopra... ovvero:
- ho messo troppo sciroppo e quindi è passato sotto e mi ha lasciato la base della torta un pò umidiccia...
E l'altra è che:
- secondo me questa crostata va cotta in due tempi, ovvero, una prima cottura "in bianco" del guscio (cioè cuocere prima la base una decina di minuti almeno, con i fagioli secchi o le perle di ceramica) e poi farcirla, completarla e quindi terminare la cottura... o forse bastava davvero mettere meno sciroppo mannaggialapeppambriaca!!!! 

Questo perchè nonostante ce ne siamo fatta fuori un pò più della metà (in 6) il fondo mi è rimasto un pò umidiccio, se non crudo

Quindi io perlomeno, l'ho mangiata al contrario... cioè ho capovolto la fetta, tolto il fondo e mangiato il resto...
I miei, il Compare e i Suocerini invece se sono magnati tutto lo stesso!!!!

Allora... sono io troppo esigente... o sono loro troppo gentili per ammettere la cappella della "cuoca"?! :DDDDD

La rifarò comunque, perchè è troppo buona!


lunedì 16 gennaio 2017

PASTE (O BISCOTTI) DELLA BEFANA

Prima di tutto: BUON ANNOOOOOOOOOOOO!!!!

E poi.... incredibile ma vero, nonostante siano trascorsi mesi dall'ultimo post (si parlava di pesche, figuriamoci!!!), il mio blogghino è rimasto fedele e non ha fatto su baracca e burattini per andarsene verso lidi (e "mamme") migliori di me! :DDD


Perciò, anche se con qualche giorno di ritardo, ho deciso di fargli un bel regalino e far passare anche di qui la Befana con una ricettina che rimandavo da sempre, per paura e del puzzo terribile dell'ammoniaca (che mi fa venire la nausea...) e per l'uso dello strutto, che non ho mai usato in cucina perchè mi fa senso.... :P

E quindi ecco qui dei dolcetti tipici delle Marche, fatti seguendo la ricetta originale presa dal libriccino "SE NON C'E' NONNA, CHI CUCINA?" creato qualche annetto fa da un gruppo di Ragazze (le "Nonne") e Ragazzine (le Signore che le hanno seguite) del mio paesello, per raccogliere e portare avanti le preparazioni tipiche del mio paesello (Cerreto d'Esi) e dintorni.

Poche ma intensissime pagine di ricette e aneddoti anche dialettali, che è un piacere anche solo da leggere! 

Preciso che ho dimezzato le dosi perchè immaginavo che ne sarebbe venuta fuori comunque una montagna! E così è stato... :DDD e che l'impasto l'ho fatto con la planetaria, perchè noi donnine moderne non abbiamo abbastanza "olio di gomito" per farli a mano! :DDD

PASTE (o BISCOTTI)
DELLA BEFANA
(per circa 100 pezzi)

1 kg di farina "00" (io Molino Branca)
400 g di zucchero semolato
30 g di ammoniaca per dolci (io 24 ovvero 3 bustine da 8 gr. cad.)
1 limone bio (la buccia grattugiata)
150 g di strutto
250 g di latte (io intero a temperatura ambiente)
4 uova (a temperatura ambiente)
1 pizzico di sale (antisfiga!)
1 tuorlo + q.b. di latte per la doratura
confettini (o diavolini) colorati per decorare

Sciogliere lo strutto in un pentolino a bagnomaria e lasciarlo intiepidire.

Nel frattempo in una ciotola sbattere leggermente

le uova per amalgamarli e quindi aggiungere il latte e mescolare bene.

Setacciare la farina nella planetaria, aggiungere l'ammoniaca per dolci, la buccia grattugiata del limone e lo zucchero. Fare un incavo al centro e versarci lo strutto e il composto di latte/uova.

Montare il gancio a foglia (o farfalla) e impastare quel tanto che basta per ottenere una massa dalla consistenza della pasta frolla.

Avvolgerla in pellicola trasparente, appiattendola un pò, e metterla a riposare in frigorifero almeno un paio d'ore (se poi la fai il giorno prima, è anche meglio).

Al momento di fare i biscotti, scegliere gli stampini preferiti, preparare in un bicchiere il tuorlo dell'uovo sbattuto con un pò di latte (per dorare) e i diavolini.

Infarinare leggermente la spianatoia, prendere l'impasto dal frigorifero, spezzarlo in 5-6 pezzi, da lavorare mano a mano (gli altri lasciarli nella pellicola in frigorifero).

Scaldare il forno (statico) a 180°.

Stendere le porzioni di impasto col mattarello ad uno spessore di mezzo centimetro circa, intingere lo stampino nella farina quindi ritagliare i biscotti.

Porre le formine sulle leccarde del forno (foderate di carta forno) distanziate tra loro di qualche centimetro perchè lievitano (le formine, non le leccarde... :D :D :D ).

Spennellarle con l'uvo-latte e cospargere di diavolini.

Cuocere per 10-15 minuti o fino a che sono dorati.

Mettere a freddare su delle gratelle quindi gustare da soli, pucciati nel latte, nel tè, nel caffè o dalli tutti a mèèèèèèèèèèèèèè

:D


mercoledì 14 settembre 2016

SFOGLIATA CON PESCHE E MIELE "STELLA"

Non ho praticamente mai smesso di spignattare e sfornare, tranne Agosto che era veramente troppo caldo per fare qualsiasi cosa, se non il minimo indispensabile per mantenere attivo il mio Lievito Madre Liquido... ma questa è un'altra Storia che terrò da parte, per ravvivare un pò questo mio povero blog semi-abbandonato...

E' la voglia di sistemare le miriadi di foto e ricette che ho accumulato, che manca... E non aiuta, in questo, la rapidità di utilizzo di FB ed Instagram per divulgarle... :D

Comunque, rispolveriamo un pò la tastiera del pc e vediamo cos'ho sfornato ieri sera al volissimo!

Premetto che ho usato una sfoglia pronta, di quelle belle piene di olio di palma... veramente c'ho fatto pure un corso per farla in casa, ma procedimento troppo lungo e temperature troppo calde.... :D

Comunque, anche acquistando quelle già pronte, dò comunque una letta alla lista degli ingredienti e cerco quelle più "sane" possibili, con meno "ciofeche" dentro... e vi assicuro che, leggendo la lista degli ingredienti, ce ne sono alcune che fanno davvero paura....

Ecco dunque un dolcetto da fare anche all'ultimo momento, se magari volete invitare a cena degli amici o per una merendina golosa...

SFOGLIATA CON PESCHE 
E MIELE "STELLA"

1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare
3 pesche mature di media grandezza
1 cucchiaio circa di zucchero semolato
7 o 8 biscotti secchi (se vi piacciono, potete usare degli amaretti)

Srotolare la pasta sfoglia, sistemandola direttamente sulla placca del forno, col suo foglio di carta-forno in dotazione.

Con una forchetta, bucherellarla tutta quanta, fino a 2-3 cm dal bordo (questo procedimento eviterà che si sollevi in cottura nella parte coperta dalla frutta, mentre invece i bordi si alzeranno, creando la "cornice" tutto intorno)

Farvi cadere sopra un pò di Miele Stella di Giorgio Poeta (è un miele d'acacia delicatissimo, aromatizzato con le bacche di anice stellato, che viene prodotto da un ragazzo in gambissima, e la sua Azienda si trova a Fabriano, pochi km dal nostro paesello, quindi posso definirlo un prodotto a km 0 ^______^)

Stenderlo bene su tutta la sfoglia con un pennello e spolverare quindi con i biscotti secchi precedentemente sbriciolati finemente.

Lavare, asciugare e sbucciare le pesche e tagliarle a spicchi sottili.
Se riuscite a trovare le pesche noci bio, lasciate la buccia, che è pure decorativa!

Distribuire sulla sfoglia, lasciando libero il bordo tutto intorno per 2-3 cm.

Cospargere con altro Miele Stella colandolo a filo e quindi spolverare tutto quanto con zucchero semolato.

Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 25-30 minuti.

Lasciar raffreddare bene, quindi tagliare a pezzi e gustare! :)

Non occorre specificare che si può usare altra frutta a piacere, vero? :P

PS: per la citazione del Miele Stella, non sono stata nè pagata, nè invitata ad usarlo a scopi pubblicitari dal Produttore... Lo uso perchè mi piace e ne ha tanti altri che sono buonissimi, oltretutto è della mia zona quindi, perchè non parlarne? ^^


venerdì 1 luglio 2016

CONFETTURA DI PRUGNETTE SELVATICHE

Un paio di settimane fa, durante una delle mie lunghe camminate intorno al paesello, ho scoperto, gioia e gaudio!!!, un alberello pieno zeppo di prugnette selvatiche!
E pochi metri prima un alberello ancor più piccolo di... visciole!!!!

Così il sabato mattina scorso ho trascinato il Compare in detto luogo per raccogliere tutto il possibile, perchè i frutti erano ormai prossimi alla maturazione completa!

Di visciole c'era ben poco, appena 10 di numero, ma le ho prese lo stesso! 

Mentre di prugnette ne abbiamo raccolte più di 5 kg! 

E' valsa la pena sentire un caldo della miseria e rischiare un'insolazione!!!! :DDD

Comunque, appena arrivati a casa, le ho subito messe a bagno nel lavello e lasciate lì una mezz'oretta, poi le ho risciacquate e ho fatto loro un altro bagnetto con acqua e bicarbonato per maggior sicurezza, anche se sono certa al 1000x1000 che siano ultra-biologiche, visto il posto in cui è cresciuto l'albero... 

Poi, dopo un ultimo risciacquo e averle asciugate bene, ho continuato con la preparazione...

CONFETTURA DI 
PRUGNETTE SELVATICHE
(più qualche visciola)

5 kg e 800 g di frutta (peso lordo)

1 kg di zucchero addensante 3:1
1 kg di zucchero semolato 
2 limoni bio

Dopo aver lavato accuratamente come scritto sopra, ho eliminato i piccioli e inciso la buccia di ogni prugnetta con la lama liscia di un coltello e buttandole man mano direttamente dentro una pentola bella capiente.
Ho unito il succo dei due limoni e portato a bollore, mescolando di tanto in tanto.
Appena la frutta ha prodotto il suo succo fin quasi a coprirla, ho spento la fiamma e lasciato intiepidire.

Dopo di che ho passato tutto al setaccio (ho l'accessorio apposta per la planetaria Kenwood) ma va bene anche un normale passaverdura, solo che si fa più fatica... :P

Eliminati tutti i semi e le bucce, ho ritrasferito la polpa ottenuta nella stessa pentola pesando il tutto (ho ottenuto 5 kg esatti di prodotto "pulito")

Vi ho aggiunto gli zuccheri mescolando bene con una frusta a mano, poi ho coperto col suo coperchio e messo in frigo a riposare tutta la notte in modo che la pectina cominciasse il suo processo di "gelificazione".

Questa procedura l'ho eseguita seguendo le istruzioni riportate sui pacchetti di zucchero 3:1.
Sulla stessa c'era scritto che bastavano dalle 3 alle 4 ore di riposo, ma poichè io ho messo, come quantitativo di zuccheri totale, una quantità inferiore, ho preferito lasciarla riposare di più.

Nel frattempo si può predisporre la sterilizzazione dei vasetti e dei tappi.

Io li ho lavati prima in lavastoviglie poi, i vasetti, li ho passati nel forno caldo per mezz'ora.

I tappi in forno no, perchè pur usando quelli a vite, hanno la guarnizione interna e quindi li ho messi in un pentolino coperti a filo con acqua fredda, portato a bollore per un quarto d'ora circa, quindi spento e lasciato raffreddare.

Quindi li ho prelevati con una pinza e messi ad asciugare su una griglia (anch'essa prima passata in lavastoviglie, insieme ai vasetti di vetro).

Facendo tutto questo il giorno prima, poi ci si ritrovano i vasetti perfetti per l'invaso :)

Dunque, il giorno successivo ho ripreso il mio pentolone di polpa di prugnette e, a fuoco medio, l'ho portata a bollore e da lì, ha continuato a cuocere per un paio d'ore.

Tenere mescolato ogni tanto con un cucchiaio di legno!

Dopo di che ho fatto la "prova piattino" per vedere se era pronta e quindi l'ho invasettata.

La prova piattino, per chi non lo sa, consiste nel prelevare un cucchiaino di confettura/marmellata e versarla su un piattino freddo (magari tenuto in frigo qualche ora prima).

Aspettare qualche attimo che la confettura si freddi, quindi inclinare il piattino.

Se questa si sposta molto lentamente o addirittura non si muove, è pronta!

Io preferisco il punto di cottura in cui scorre molto lentamente sul piattino, perchè se la lascio che non si sposta, poi la trovo troppo "dura" da spalmare, ma va a gusti eh?

Bè, magari se è "dura" è perfetta per le crostate.... Fate voi! ^^

Ah, un'ultima cosa...

Io le chiamo PRUGNETTE SELVATICHE, ma credo siano RUSTICANI! :DDD


sabato 13 febbraio 2016

INVOLTINI PRIMAVERA e voliamo in CINA!

Quando stavo ancora con i miei genitori a Ferrara, spesso e volentieri con gli amici della Compagnia, più che la pizzeria si sceglieva il ristorante cinese...
Ce n'erano diversi in città, ma un paio erano quelli che ormai i camerieri stendevano il tappeto rosso al nostro ingresso :DDD

Chissà se esistono ancora...

Comunque, il mio menù tipico era: INVOLTINI PRIMAVERA, MANZO FUNGHI E BAMBU' e FRUTTA CARAMELLATA oppure, eccezionalmente, la MACEDONIA ma era tutta frutta sciroppata, prelevata direttamente da un barattolo, quindi.....

Mi discostavo raramente da queste tre portate perchè sono sempre stata molto diffidente verso i sapori nuovi, per via del terrore di trovarvi dentro ingredienti che poi mi fanno davvero star male (peperoni e paprica in primis...) ma ogni tanto una sforchettata nel piatto del mio vicino di tavolo la davo (riso alla cantonese, buonissimo!).

Poi negli anni mi sono resa conto che di cibo veramente tipico cinese, in questi ristoranti, c'era ben poco se non nulla... anche la pacchianeria di certi addobbi, penso fosse dettata dalla voglia di ricreare gli ambienti "originali", ma i quadri luminosi con la finta acqua che scorre... babbabia che orrore... :DDDD

Ovvio che abbiano dovuto adattare i gusti al palato occidentale, come succede, purtroppo, per i nostri piatti tradizionali in altri Paesi, penso...



Quindi, dopo questa lunga premessa, per la letterina X della città di Xi'an per rappresentare la CINA, che è una delle ultime tappe dell'Abbecedario Culinario Mondiale, un Progetto della nostra Mitica Capo-Carovana Aiù, ed ospitata fino al 21 febbraio dall'Amica Carla Emilia e il suo blog Un'Arbanella di Basilico, voglio presentarvi proprio quegli involtini da me tanto amati che, tanto per stare sulla stessa linea dello sproloquio lassù scritto, non so se siano veramente originali, ma li ricordo così e quindi, via!

INVOLTINI PRIMAVERA
4 fogli di Pasta Phyllo
2 carote medie
2 zucchine
3 gambi di sedano (la parte più interna, chiara)
1/2 cipolla bionda piccola
1 litro di olio di semi di arachidi
Tagliaverdure a julienne
1 bicchiere d'acqua
1 pennello

Salsina Agrodolce per accompagnare (il link rimanda a quella home-made della mia Amica Elena)

Preparare il wok sul fornello versandovi l'olio.

Lavare ed asciugare accuratamente le verdure ed eliminare le estremità di carote, zucchine e sedano.

Con il pelapatate sbucciare le carote e pelare i gambi di sedano fino ad eliminare tutta la parte esterna filamentosa.

Tagliare a metà la cipolla e affettarla a fettine spesse qualche millimetro (non con la mandolina, vengono troppo sottili).

Ora tagliare a metà anche le altre verdure e tagliarle a julienne.
Se avete un tagliaverdure apposito, tipo quello in foto, farete in un attimo! :)


Su un tagliere, stendete i 4 fogli di pasta phyllo e tagliatele a metà nel senso della larghezza, ottenendo così 8 fogli più piccoli, che vanno sovrapposti l'uno all'altro.

Cominciando la primo sopra, ponete una manciata di ogni verdura sopra al foglio, cominciando dal basso (quello verso di voi).

Fate un primo giro per chiudere le verdure nel foglio stesso, quindi chiudete le due estremità laterali sovrapponendole per la loro lunghezza, sul primo giro, quindi terminate di arrotolare e l'estremità a voi opposta va spennellata leggermente d'acqua, quindi chiusa saldamente.

Preparare così tutti i fogli fino ad esaurimento del ripieno (a me sono venuti 8 involtini)

So che in certe versioni nel ripieno è prevista anche della carne macinata e/o dei gamberetti, ma io preferisco la versione vegetariana :)

Scaldare l'olio almeno a 160-170° e friggere 3-4 involtini alla volta, per qualche minuto, girandoli delicatamente quando ben dorati da una parte.

Scolare molto bene e metterli ad assorbire l'olio in eccesso su carta-paglia o scottex.

Servire caldi accompagnando con la salsina agrodolce!

La potete anche comprare per carità, ma se ve la fate in casa è anche meglio! Oltretutto è semplicissima da preparare e gli ingredienti occorrenti si trovano in tutti negozi di alimentari, non occorre impazzire girando in chissà quali negozi etnici per reperirli :)

Io ho seguito la ricetta dell'Amica Elena di Zibaldone Culinario, solo che devo aver abbondato troppo con la maizena ed è venuta piuttosto solida, ma è comunque buonissssssima! ^^


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